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Riomaggiore

Visitare Riomaggiore

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Riomaggiore (che dista 7 minuti di treno dalla Stazione della Spezia) è il primo paese delle Cinque Terre. E’ il paese che prima incantò e poi incateno a sé i pittori macchiaioli che, nel 1800, una volta scopertolo non riuscirono più a separarsene.

Le case del paese (case a torre di 3 o 4 piani, addossate le une alle altre per sfruttare meglio il poco spazio a disposizione) sono state realizzate in pietra locale, con i tetti costruiti in ardesia e le facciate dipinte di colori pastello che vanno dal rosa tenue, al rosa deciso, al rosa antico, al rosso sbiadito, al giallo, al bianco, al beige.

Le abitazioni, costruite in due file parallele, svettano alte e strette sulla strada che copre l’alveo di un rio (il rio Maggiore) che dà il nome all’antico borgo.

Ogni casa ha il suo nome, nome che nel passato, quando non esisteva ancora la numerazione civica, veniva utilizzato per distinguerle l’una dall’altra.

Il paese di Riomaggiore, sviluppatosi verticalmente, è attraversato da stretti carruggi.

Riomaggiore, visto dal mare, appare come un groviglio di case, apparentemente scomposte, una sopra l’altra, con verdi terrazzi e giardini dai quali spicca vivido il giallo dei limoni, con una chiesa bianca ed il campanile in pietra grigia sullo sfondo.

Una particolarità delle abitazioni di Riomaggiore è che tutte hanno due entrate: una sulla facciata principale a livello del vicolo, l’altra sul retro, all’altezza del piano superiore, molto utile per fuggire agli attacchi da parte dei Saraceni che, nel Cinquecento depredavano le coste.

Raggiungendo invece Riomaggiore con il treno si imbocca il marciapiede della galleria ferroviaria. Via Cristoforo Colombo, la via principale, è costellata di bar, ristoranti, negozi, enoteche, ecc….

A Riomaggiore ha inizio una strada pedonale altamente suggestiva chiamata “Via dell’Amoreche collega, con un’affascinante passeggiata di 20 minuti il secondo paese delle Cinque Terre: Manarola.

 

Le Cinque Terre sono piene di piccole insenature rocciose, calette, scogliere, scogli piatti affacciati su di un mare incontaminato che fanno la felicità dei bagnanti, degli appassionati di snorkeling e dei sub in cerca di punti di immersione. Lungo la Via dell’Amore, il sentiero che collega Riomaggiore a Manarola, si possono trovare innumerevoli calette e scalette di roccia che permettono di scendere al mare. Una delle più famose è quella dello scoglio del Ferale (un grosso scoglio nel mare, vicino alla costa, sormontato da una croce di ferro), situato vicino a punta Montenero, lungo il litorale tra Riomaggiore e Portovenere.

La secca intorno al Ferrale offre scogli piatti dove stendersi al sole ed uno straordinario fondale.

 

Nei tempi passati importanti pittori, poeti e scrittori si innamorarono di questi luoghi e li decantarono in versi, poemi e li ritrassero in tele.

Uno degli esponenti di spicco della scuola pittorica dei macchiaioli, Telemaco Signorini, scoprì e si innamoro di Riomaggiore nel 1860, sedotto dalla bellezza del luogo.  Da Riomaggiore egli non riuscì più a separarsene, tornandovi per molte e molte estati. Tra questi borghi incantati, scogliere a picco sul mare, muretti a secco e terrazzamenti mozzafiato egli riempì tele su tele. Dipinse tele raffiguranti i chiaroscuri del borgo di Riomaggiore, dei sentieri, delle scogliere.

Tra le più belle opere: Veduta del paese di Riomaggiore, Chiacchiere a Riomaggiore, Riomaggiore vista dal Santuario. Nei pressi della chiesa di Riomaggiore è stata posta una lapide a ricordo dell’abitazione in cui il pittore risiedeva.

Le origini di Riomaggiore si fanno risalire all’VIII secolo ad opera di profughi greci sfuggiti alle persecuzioni di Leone III Isaurico, imperatore di Bisanzio, e degli iconoclastici, il movimento cristiano che considerava idolatra qualsiasi immagine di Cristo, della Madonna e dei Santi.

Probabilmente questi esuli avevano iniziato a popolare la mezza costa e l’entroterra e successivamente, nel XII secolo cominciarono a scendere verso il mare per insediarsi sulle rive

Divenuti marinai i riomaggioresi si distinsero per la loro abilità nel trasporto dei marmi, attività considerata molto difficile.

Anche in guerra i riomaggioresi si fecero onore. Tra i caduti si ricorda il nome di Simone Pecunia che fece parte dell’equipaggio che trasportò i “trecento giovani e forti” di Carlo Pisacane per la sfortunata spedizione di Sapri.

da visitare a Riomaggiore:

 Cosa vedere e visitare:

 

Uscendo dalla Stazione Ferroviaria del paese di Riomaggiore ci si imbatte in due grandiosi murales, opera del pittore argentino Silvio Benedetto. I due murales raffigurano la vita della gente delle 5 Terre. Altre opere del pittore Silvio Benedetto possono essere ammirate all’Hotel Argentina e davanti al palazzo del Comune di Riomaggiore. Sempre del medesimo artista si può ammirare un bel mosaico nella galleria che congiunge Riomaggiore a Manarola.

 

L’oratorio dei disciplinati: risale al XVI secolo ed è intitolato a Sant’Antonio. Al suo interno è conservato un trittico della seconda metà del 400 raffigurante una "Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni e Domenico" ed una statua lignea detta “Madonna delle catene”.

 

La Parrocchia di San Giovanni Battista: come si può leggere sulla lapide della facciata meridionale la chiesta è stata fondata l’8 novembre 1340 con licenza del Vescovo di Luni Antonio Fieschi. Fu poi ampliata nel 1870 con l’aggiunta di una campata. Nello stesso anno venne rifatta la facciata, in stile neogotico, per sostituire quella originale che era crollata. Le statue dei 4 Evangelisti risalgono al 1903. All’interno si può ammirare il soffitto ligneo e l’organo meccanico dell’Agati risalente al 1851, un crocifisso ligneo della fine del 600 del Maragliano, la “Predicazione del Battista” (prima metà del 600) attribuita a Domenico Fiasella detto il Sarzano e un trittico nella navata destra attribuito all’Antelami. Il pulpito risale al 1530 ed il bassorilievo raffigura San Martino che dona il mantello al povero, affiancato dai Santi Gioacchino e Anna. Nei pressi della chiesa si trova una lapide a ricordo dell’abitazione dove soggiornò varie volte il pittore Telemaco Signorini, che in numerosi dipinti ritrasse questi borghi incantati. Il pittore arrivò per la prima volta a Riomaggiore nel 1860, vi ritornò nel 1881 e vi soggiornò per più estati fino al 1899.

 

Il Castello di San Rocco: una splendida vista si gode dal Colle di Cerricò dve si trovano i resti del Castello. E’ molto semplice raggiungerlo, ci si arriva o percorrendo la strada che parte dal piazzale parrocchiale o, partendo dalla Stazione Ferroviaria risalendo per Via Signorini e poi per una scalinata che  conduce ai resti del Castello eretto, a partire dal 1260, sul colle a nord-ovest del paese al fine di difenderlo dalle invasioni saracene. Il Castello, agli inizi dell’800 venne riempito di terra e destinato a cimitero e tale restò fino a qualche decennio fa. Attraverso recenti interventi di restauro il Castello è divenuto ora un centro di accoglienza e di attività didattiche e culturali.

 

L’oratorio di San Rocco: accanto al Castello si può visitare l’oratorio di San Rocco, edificato nel 1840 mentre a Riomaggiore si propagava la peste. All’interno si può ammirare un interessante trittico di scuola toscana genovese raffigurante la Vergine con il bambino ed i Santi, dipinto a tempera su tavola a fondo d’oro.

 

La Torre Guardiola: lasciando la Marina di Riomaggiore e dirigendosi verso sud-est (verso La Spezia) si arriva ad una graziosa spiaggia di ciotoli. In alto, all’altezza della spiaggia, ha inizio il sentiero naturalistico che conduce alla Torre di Guardiola. Il percorso dura circa 25 minuti. Eugenio Montale, innamorato di questi luoghi, ne descrive, nei suoi versi, alcuni scorci, tra i quali la Torre Guardiola. “ dopo una parete che pare tuffarsi nell’acqua che ribolle e non lontano da quel tunnel più lungo dove il treno lentissimo si imbuca …“ ecco un luogo straordinario, Torre Guardiola, sul promontorio di Punta Montenero, uno dei siti più incontaminati del Mediterraneo. Il Centro di osservazioni naturalistiche di Torre Guardiola vanta un’interessante percorso botanico, che guida alla scoperta della macchia mediterranea (leccio, ginestra, lentisco, euforbia, ginepro, salsapariglia, bocche di leone, campanule, piante medicinali come il timo e l’erba persica, robbia, trifoglio, alterno, ecc…. e piante esotiche come il fico d’india, l’agave e perfino splendide orchidee. Quello di Torre Guardiola è uno di quei paesaggi fatti per rimanere impressi.

 

da visitare a Riomaggiore: - Affittacamere La Spezia

ESCURSIONI

Escursioni:

 

La Via dell’Amore: da Riomaggiore a Manarola (Sentiero 2Sentiero Azzurro – tempo di percorrenza: circa 25/30 minuti).

La Via dell’Amore ha inizio subito dietro la Stazione Ferroviaria del paese di Riomaggiore.

Uscendo dalla Stazione, sulla sinistra, si accede alla scala, con le rampe per gli handicappati.

Si percorrono pochi passi e si arriva subito sulla scogliera a strapiombo sul mare.

Conosciuto e segnalato come “Sentiero Azzurro” il tratto che unisce il paese di Riomaggiore a quello di Manarola, attraverso una spettacolare passeggiata di circa 25/30 minuti è conosciuto in tutto il mondo come “Via dell’Amore”. Il percorso fu scavato nella roccia negli anni 1926 – 1928 sfruttando gli acrobatici percorsi utilizzati dai cavatori durante la costruzione della Ferrovia La Spezia-Genova. Sul percorso si può trovare ristoro nel suggestivo “Bar dell’Amore”, (con i tavolini all’ombra, ed alcune discese a mare) letteralmente proiettato sopra la scogliera. Tutto il percorso è costellato da fichi d’india, agavi, pitosfori, il finocchio di mare, la ruta, fioriture di mimose, ginestra, erica, euforbia, ecc.. Tra graffiti e frasi d’amore, sedili in legno o scavati nella roccia, permettono ai turisti di soffermarsi a godere di un panorama mozzafiato, con il blu del mare che spazia sino all’infinito.

L'ultimo tratto della Via dell’Amore viene percorso sotto i vigneti terrazzati e rimane più alto della Stazione Ferroviaria del paesino di Manarola. Per accedere a manarola bisogna percorrere una galleria pedonale lunga circa 150 metri. La galleria è stata affrescata dagli allievi dell’Accademia di Brera, guidati dal Maestro Lino Marzulli, con rappresentazioni raffiguranti le 5 Terre. Ai capolinea di Riomaggiore e Manarola si possono trovare i Centri di accoglienza e di informazione del Parco Nazionale delle 5 Terre.

Nei centri di accoglienza si possono acquistare i biglietti con i quali si ha diritto all’accesso all’interno del sentiero n.2, all’uso dei pulmini ecologici del parco e degli ascensori.

 

Il Santuario di Nostra  Signora di Montenero: Sentiero 3: da Riomaggiore al Telegrafo (via Lemmen).

Un’escursione affascinante è quella che, partendo da Riomaggiore, conduce al Santuario di Nostra  Signora di Montenero, proteso sul mare come la prua di una nave.

Il primo documento della Madonna di Montenero risale all’11 Aprile del 1335.

La tradizione vuole che l’immagine della Madonna sia stata nascosta sottoterra dagli abitanti per evitare che cadesse in mano ai barbari. Quando venne ritrovata, cent’anni dopo, sul luogo sgorgò una fontana.

L’edificio del Santuario è stato poi ristrutturato ed ampliato nella seconda metà del Settecento. Deve poi la sua forma attuale, con tre navate divise dai pilastri, ai disegni dell’800 dell’Architetto spezzino Piaggio.

Il sentiero 3 parte dal nucleo storico del paese di Riomaggiore e risale il Rio Major. Un bel selciato che si srotola tra i muretti a secco dei vigneti e le recinzioni degi orti. Si arriva ad un vecchio ponte in pietra ed a un bivio. Al bivio bisogna andare a destra, salendo per l’ampia scalinata. Attraversata la strad litoranea la mulattiera continua senza particolari impennate. Questa era la strada utilizzata dai pellegrini per salire al Santuario, e nel bosco al di sopra della strada si può trovare una fonte (la fonte Giàndran) che sgorga flebile dentro una grotta, tutt’ora funzionate, presso la quale si dissetavano e trovavano ristoro. Il sentiero prosegue fino al piazzale del Santuario.

Il Santuario, isolato ed in posizione panoramica, circondato da pini, è preceduto da un belvedere dal quale si domina la parte orientale della costa.

Per chi non se la sentisse di percorrere a piedi il sentiero che conduce al santuario è possibile lo stesso utilizzando una “monorotaia”: un’esperienza indimenticabile, su di un minuscolo trenino a cremagliera (solitamente utilizzato dai contadini durante la vendemmia per il trasporto dell’uva) dai seggiolini in lamiera che sale ripido tra le vigne ed i cespugli di erica, su per i pendii terrazzati. La stazione della monorotaia è ubicata in basso, lungo la strada provinciale.

Il Santuario può essere raggiunto anche, in modo molto romantico, in carrozza a sei posti trainata da cavalli. La partenza è ubicata a “ Case Pianca”, appena sopra Volastra e sotto il monte “Le Croci”. Il percorso (a scelta da 1 a 3 ore) corre attraverso boschi di pini, lecci e macchia mediterranea.

 

La grotta dell’Eremita: Tra le curiosità di Riomaggiore c’è la cosiddetta Grotta dell’Eremita. La grotta è un’eremo, costituito in realtà da due grotte, che Don Andrea Fresco scavò tra la fine dell’800 ed i primi del 900, dopo aver scelto questo luogo isolato per ritirarsi a meditare e pregare. Sono tutt’oggi visibili le nicchie, i sedili e le sculture ricavate nella roccia. Per arrivarci dovete seguire il sentiero che parte da Via Aldo Rollando, nei pressi di Piazza Castello, e, dopo aver superato un ponticello, salite lungo la scalinata che si inerpica tra i vigneti; un rudere indica il punto di partenza di una vecchia scala scendendo la quale si arriva alla grotta, dalla quale si può godere di un panorama è spettacolare.

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Il paese di Riomaggiore

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